› Percezione

 

Processo psichico che opera la sintesi dei dati sensoriali in forme dotate di significato
 

 

la sensazione, legata agli effetti immediati ed elementari del contatto dei recettori sensoriali con i segnali provenienti dall'esterno ed in grado di suscitare una risposta

la percezione, la quale corrisponde all'organizzazione dei dati sensoriali in un'esperienza complessa, cioè al prodotto finale di un processo di elaborazione dell'informazione sensoriale da parte dell'intero organismo

 

 

 

Benvenuti nella mia percezione tramite i miei lavori esprimo le mie sensazioni, quelle che la gente e il vissuto mi dona ogni giorno. Le sensazioni e la mia percezione mi regalano la vita, un percorso che dal 2005 ho deciso di condividere con tutti per poter restituire tutto quello che la gente e il mondo mi dona, per ristabilire un equilibrio fuori e dentro di me.

Grazie per aver scelto di visitare questo sito e sarò lieta se i contenuti vi regaleranno sensazioni.

 

 

 

 

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    La percezione e la psicologia della Gestalt
 

La Gestalt, mediante un approccio fenomenologico alla percezione, canonizza una serie di leggi percettive indipendenti dall'esperienza esterna (quindi non legate a fenomeni di apprendimento) e presenti sin dalla nascita. Queste leggi analizzano l'organizzazione figurale prendendo in considerazione la separazione della figura dallo sfondo (attraverso il colore, la densità, la trama, il contorno). Wolfgang Köhler, il padre della psicologia della Gestalt, ipotizzò le seguenti leggi:

1.      La legge della sovrapposizione: le forme sopra sono figure. Perché si verifichi una sovrapposizione è allora necessario che ci siano indizi di profondità.

2.      La legge dell'area occupata. La zona distinta che occupa un'estensione minore tende ad essere colta come figura, mentre quella più estesa come sfondo. Risulta importante anche orientamento dell'area occupata. Questo meccanismo di identificazione degli oggetti sullo sfondo funziona anche se la chiusura è incompleta

3.      Legge dell'organizzazione percettiva sulla base del destino comune. Tale meccanismo di vicinanza risulta saliente non solo a livello di modificazioni dello spazio, ma anche del tempo.

Altri studi, sempre afferenti alla psicologia gestaltista, si sono occupati di postulare le leggi generali volte a sintetizzare più elementi in un'unica percezione globale:

1.      La legge della gestalt, che sintetizza l'intera logica della percezione, è quella della semplicità o della "buona forma": i dati vengono infatti organizzati nella maniera più semplice e più coerente possibile, rispetto alle esperienze pregresse.

2.      La legge del raggruppamento per somiglianza: in elementi disposti disordinatamente, quelli che si somigliano tendono ad essere percepiti come forma, staccati dallo sfondo e divenire una figura. La percezione della figura risulta tanto più forte quanto più forte è la somiglianza.

3.      Legge della buona continuazione (o continuità della direzione): si impone come unità percettiva quella che offre il minor numero di irregolarità od interruzioni, a parità delle altre proprietà.

Altri studi si sono invece occupati di determinare gli elementi figurali utilizzati per la percezione della terza dimensione. Essa risulta infatti legata alla percezione del movimento. I principali indicatori identificati sono:

·         la grandezza relativa (l'oggetto più grande è il più vicino),

·         la luminosità,

·         la prospettiva aerea e quella lineare.

 

La percezione e il paradigma del New Look of Perception

Mentre in Europa si sviluppava la Gestalt, incentrandosi, attraverso le sue leggi universali, sugli elementi fenomenologici del percetto, negli Stati Uniti prendeva piede dagli anni 50 il paradigma del New Look of Perception.

Tra i maggiori esponenti di questi studi è possibile ricordare Jerome Bruner. Con questa scuola acquisisce l'importanza, del tutto trascurata dall'approccio della gestalt, delle attività e del valore (personale e sociale) dell'oggetto percepito. Le forme, non più innate, sono ancorate ai bisogni e agli scopi degli individui. I valori e i bisogni personali diventano elementi chiave attraverso cui strutturare il processo percettivo. Oggetti e simboli ritenuti significativi dalla persona possono essere percepiti in maniera distorta, e dissonanti dall'approccio fenomenologico della percezione portato avanti dalla gestalt.

Dal punto di vista del piano applicativo, la percezione rappresenta un potente indicatore del vissuto emotivo e motivazionale dell'individuo. Infatti, come la corrente del new look of perception ha sottolineato, i motivi e gli stati emotivi del soggetto, sia momentanei che persistenti, hanno l'effetto di sensibilizzare selettivamente il soggetto verso gli oggetti legati alle sue tendenze o avversioni, siano essi processi di allontanamento e difesa percettiva o vigilanza percettiva. L'atteggiamento percettivo, aspetto di un più generale stile cognitivo, è strettamente legato al modo dell'individuo di vivere questi aspetti, quindi alla sua personalità in senso globale, nei suoi aspetti consapevoli e inconsapevoli.

 

 

Posted on 4th July  Valentina Migliaccio